Il Castello Estense
Il complesso architettonico del Castello di Mesola venne edificato intorno al 1578 per volere
di Alfonso II d'Este, su un progetto di arcantonio Pasi.
Sono gli ultimi anni di splendore del ducato ferrarese; alla morte dei Alfonso II, per mancanza di eredi maschi, il patrimonio viene devoluto allo Stato Pontificio.
Piuttosto che baluardo per la difesa dei traffici fluviali al confine con la Repubblica di Venezia, è più suggestivo pensare al Castello come "l'ultima delizia" voluta dal duca in onore della sua sposa Margherita Gonzaga, per ospitare la Corte, che qui si sarebbe dedicata ad ameni svaghi e a imponenti cacce e pesche nella foresta circostante e sul litorale.
Agli equipaggi e al personale di sevizio erano riservate le due ali di edifici minori aperti sulla corte a formare un ampio semiottagono di 
portici. Racchiuso dagli edifici porticati, si erge l'imponente palazzo segnato dalle quattro torri merlate. Il complesso architettonico comprendeva un'imponente cinta muraria lunga ben 11 chilometri che inglobava anche la chiavica dell'Abate, sbocco a mare della grande impresa di bonifica estense. Mesola presentava dunque un apparato fortificato imponente, tale da sembrare ingiustificato per una tenuta dedicata solo al divertimento. Ed infatti studi recenti dimostrerebbero che l'edificazione di una "Delizia" a Mesola fosse il paravento di un progetto ben più ampio ed ambizioso: creare alle foci del Po una grande città emporio, in competizione con Venezia, per il controllo dei commerci adriatici verso l'entroterra, e da un punto di vista urbanistico sarebbe risultata la più grande città di nuova fondazione del Rinascimento italiano. Ma prima i dissesti finanziari, poi la morte senza eredi di Alfonso II, impedirono la realizzazione del progetto urbanistico.
Infine il taglio di Porto Viro, cioè la deviazione verso sud del tratto terminale del Po, realizzato dai Veneziani (1599 - 1604) per impedire l'interramento della laguna, sconvolse l'assetto del Delta, determinando il processo di allontanamento di Mesola dal mare.
Alfonso II d'Este, su un progetto di arcantonio Pasi.
Sono gli ultimi anni di splendore del ducato ferrarese; alla morte dei Alfonso II, per mancanza di eredi maschi, il patrimonio viene devoluto allo Stato Pontificio.
Piuttosto che baluardo per la difesa dei traffici fluviali al confine con la Repubblica di Venezia, è più suggestivo pensare al Castello come "l'ultima delizia" voluta dal duca in onore della sua sposa Margherita Gonzaga, per ospitare la Corte, che qui si sarebbe dedicata ad ameni svaghi e a imponenti cacce e pesche nella foresta circostante e sul litorale.
Agli equipaggi e al personale di sevizio erano riservate le due ali di edifici minori aperti sulla corte a formare un ampio semiottagono di 
portici. Racchiuso dagli edifici porticati, si erge l'imponente palazzo segnato dalle quattro torri merlate. Il complesso architettonico comprendeva un'imponente cinta muraria lunga ben 11 chilometri che inglobava anche la chiavica dell'Abate, sbocco a mare della grande impresa di bonifica estense. Mesola presentava dunque un apparato fortificato imponente, tale da sembrare ingiustificato per una tenuta dedicata solo al divertimento. Ed infatti studi recenti dimostrerebbero che l'edificazione di una "Delizia" a Mesola fosse il paravento di un progetto ben più ampio ed ambizioso: creare alle foci del Po una grande città emporio, in competizione con Venezia, per il controllo dei commerci adriatici verso l'entroterra, e da un punto di vista urbanistico sarebbe risultata la più grande città di nuova fondazione del Rinascimento italiano. Ma prima i dissesti finanziari, poi la morte senza eredi di Alfonso II, impedirono la realizzazione del progetto urbanistico.
Infine il taglio di Porto Viro, cioè la deviazione verso sud del tratto terminale del Po, realizzato dai Veneziani (1599 - 1604) per impedire l'interramento della laguna, sconvolse l'assetto del Delta, determinando il processo di allontanamento di Mesola dal mare.
Oggi, restaurato ed adibito ad uso pubblico, il Castello è sede del Centro Visita del Parco Regionale del Delta del Po ed ospita attività congressuali ed espositive.
 
Il Castello Estense è aperto al pubblico 
da Martedì a Domenica compresa:
da Aprile a Ottobre dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 15:00 alle 18:00;
da Novembre a Marzo dalle 9:30 alle 12:30 e dalle 14:30 alle 17:30
 
Data ultimo aggiornamento: 20/01/2018
Versione 2.0  ( AFC 2007.01 )
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